Le rivisitazioni di Franco Nuti

Parlare della pittura di Franco Nuti comporta attendere a delle considerazioni generali intorno al linguaggio ed alla realtà. Tenendo per fermo che il linguaggio non è magia, ma veicolo di pensieri e di sensazioni, tengo in modo particolare a circoscrivere la sua funzione semantica all’interno della comunicazione e della composizione.
Il molteplice non sempre dà vita ad una realtà comprensibile, spesso l’uomo l’avverte divisa, frantumata, avversa; rivolto a questa problematicità, il colore pittorico di Nuti, articolato nelle diverse tonalità, avvinto dalla tenuità dell’acquerello, discioglie un’interiorità sommessa, a volte lievitata dall’incanto della fabulazione della vita, fresca, protesa nella dialetticità del sé, come autodeterminazione nel reale.
Nessun elemento nella pittura di Nuti ha il sapore dell’estetismo, le sue tematiche interiori sono ingenerate da uno spessore ideologico sofferto, ma liberato da una ragione che mai opera fuori del dato e che supera nella coscienza del pittore risposte o funzionalità di essa dal sapore positivo.
Le immagini riguardano situazioni rivisitate nel tempo attraverso il colore, che dirompe nella sua delicatezza su una superficie di carta increspata annunziando problematiche profonde, ma composte con chiarezza dal pittore in una tensione dialettica sorprendentemente diacronica, ma semplice ed essenziale.
Il semplice e il complesso, ciò che oggi ci appare chiaro e che improvvisamente balza nel mortaio delle sensazioni, prodotte in noi dal costrutto etico morale e dal propagarsi in esso da una fluttuazione incessante delle determinazioni.
In questo senso va apprezzata la pittura di Nuti, che sembra fermare il movimento mentre analizza tratti della vita, ordinandolo in una comprensione senza pregiudizi, ma interiormente sofferta: cresciuta nel rigore dell’abbraccio con l’altro, protesa in una dinamicità leale, senza salti compiuta in sé nel suo per sé.
Colore come stridore, come composta dignità di ciò che è, recuperato nell’attimo della composizione e dello scatto fantastico.
Colore come tratto essenziale, come segno di ciò che si è perduto: nemesi di una meteora veloce ed intensa di luce.