I colori della Lucania

Nuti approda allo spazio “L’equipe laboratorio” di Potenza.
Attraverso l’uso di colori dai toni ocra e bruno-bluastri egli sembra muoversi all’interno del concetto di “aria grossa” espresso dal Leonardo. Il senso di velo dell’aria nelle opere di Franco Nuti è però accentuato, esasperato. Insomma, mentre Leonardo invitava ad osservare i volti delle persone “sul far della sera”, “quando è cattivo tempo”, con lo scopo di trovare l’esatta atmosfera che rende azzurrognole le forme in lontananza e sfumate le figure in primo piano, così Franco Nuti esaspera il concetto di filtro, di pulviscolo atmosferico, fin tanto da osservare la realtà tutta in blu attraverso lo schermo opaco della carta, carta che quasi entra nell’impasto del colore. 

Registro grafico e cifra pittorica nelle opere di Nuti sono basati sulla centralità della prospettiva.
In pratica siamo di fronte a lavori in cui non compare la figura umana, ma è ben visibile lo spazio fisico dell’uomo che si fa “Isola ri-costruita” o “Piazza” o vera e propria stanza, come nel pezzo appunto intitolato “Le stanze… della felicità”. 

Per di più l’immagine complessiva è il risultato della somma di una serie di segmenti visivi, sviluppati o in parallelo o attraverso sovrapposizioni di tela su tela. E’ come se la composizione nascesse da una sequenza di immagini raccontate da sinistra verso destra e viceversa, oppure addossando una figura sopra all’altra proprio a creare una piramide fantastica. In questa maniera Franco Nuti fa del processo di frammentizzazione un processo unitario, ricostruttivo, se non proprio una specie di rivoluzione epistemologica volta a consacrare la natura e quindi lo spazio fisico, alla conoscenza scientifica.